Intervista sugli infortuni

Intervista-infortunidi Antonio Zuliani

Quando si esamina un infortunio sul lavoro si utilizzano spesso le testimonianze delle persone presenti, compreso l’infortunato: ovvero si fa leva sui loro ricordi.

La memoria non è una registrazione di fatti, bensì una ricostruzione nella cui formulazione si mescolano frammenti di memoria reale con altre informazioni, al fine di raggiungere un resoconto ineccepibile. Questo perché il cervello fatica a tollerare un avvenimento incompleto e quindi per raggiungere questo obiettivo va a pescare da altre fonti le informazioni mancanti.

Nella misura in cui l’evento è stato improvviso e inatteso (d’altra parte queste sono le condizioni nelle quali avvengono incidenti ed errori) è importante essere consapevoli di come vengono formulate le domande volte a chiarire l’evento: (altro…)

Accidentalmente si infortuna

Accidentalmente-si-infortundi Antonio Zuliani

Di fronte a tanti banali incidenti ci si chiede come le persone coinvolte possano essere state così distratte.

Generalmente questi errori sono causati dai comportamenti automatici, ossia dalle classiche “routine”che si sviluppano nella azioni ripetitive. Ad esempio camminare e guidare vengono necessariamente ad avere una soglia di attenzione bassa. A ciò si accompagno a una ridotta attività prefrontale sinistra che ostacola la formazione dei quei ricordi vividi utili ad essere “presente” nelle situazioni che si stanno affrontando. (altro…)

La trappola degli infortuni banali.

infortuni banaliParte Prima di tre: La distrazione come spiegazione che non spiega

Attilio Pagano

Le strutture sanitarie sono luoghi di lavoro particolari, ma non così tanto particolari da non condividere con altre organizzazioni alcune caratteristiche rilevanti per la prevenzione. Una di queste caratteristiche è che tra gli infortuni, per frequenza, prevalgono quelli che spesso vengono definiti “banali”, ma che, in effetti, banali non sono. Un esempio tipico di questi infortuni è la caduta in piano per inciampo e scivolamento.

Un motivo per comprendere la definzione di “banali” affibbiata a questi incidenti sta nell’erronea credenza che ci sia necessariamente una simmetria tra intensità delle cause e intensità degli effetti. A un esame più approfondito, invece, si rileva che anche una perturbazione lieve può dare luogo a un grave effetto negativo. Definire banali gli infortuni che comportano danni limitati e reversibili (a esempio, una ecchimosi o una distorsione) induce a trascurare la possibilità che le stesse fondamentali condizioni causali potrebbero avere esiti più gravi (anche molto più gravi) per l’intervento di un diverso fattore casuale. È, questo, il tema del proverbiale battito d’ali di una farfalla che può essere tra gli antecedenti di un uragano. (altro…)

Infortuni e malattie professionali

infortuni e malattieIl tema delle statistiche degli infortuni e delle malattie professionali è seguito da tempo dal Dr. Roberto Agnesi (SPISAL ULSS 9 Treviso), Coordinatore del Programma regionale per l’Epidemiologia Occupazionale del Veneto, che ha redatto, con i suoi collaboratori, uno studio estremamente interessante, dal titolo Infortuni e Malattie Professionali nelle Aziende Ospedaliere e ULSS del Veneto. Anni 2007-2013.

Nello studio “vengono esaminati i dati dei trend temporali degli infortuni, le dinamiche di accadimento più frequenti e gli esiti in termini di salute considerando anche le differenze di genere ed età dei lavoratori”.

Le 2 fonti dei dati sono il Flusso Informativo INAIL- Regioni e i dati ministeriali sul conto annuale. (altro…)